Dance

I programmi del workshop estivo 2014

Il Teatro della Memoria - 18 April 2014 - 11:04am

CORSI – CONCERTI – LABORATORI
XIII edizione – Roma, 27 luglio – 3  agosto 2014 Programmi

L’edizione 2014 di L’Humor Bizzarro propone un ideale viaggio fra capitali europee della cultura  – Roma, Venezia e Parigi – che faranno da sfondo ai percorsi proposti nei corsi e nei laboratori di musica e danza. Come è ormai tradizione di questo appuntamento estivo, il lavoro congiunto delle classi confluirà in uno spettacolo finale nato dall’interazione fra allievi e docenti e aperto alla cittadinanza. Anche quest’anno il workshop internazionale si svolgerà, nel cuore di Roma, nei locali recentemente rinnovati della storica Scuola Popolare di Musica di Testaccio e ha ottenuto il Patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica.

Canto e Strumento

Per tutti gli iscritti ai corsi di canto e strumento è prevista la partecipazione gratuita al Laboratorio di Musica d’Insieme e al Seminario di Qi Gong.

Canto rinascimentale e barocco – docente Rosanna Rossoni
Il corso è rivolto a tutte le persone interessate allo studio degli aspetti psicomotori legati all’emissione vocale e agli aspetti stilistici ed interpretativi nella musica dal Rinascimento al Barocco. Sono previste lezioni individuali e collettive: parte del corso verrà destinato allo studio dell’opera di Monteverdi; è possibile proporre brani da concordare con il docente.

Flauto Dolce – docente Marco Rosa Salva
Il corso è aperto ad allievi di ogni livello. Argomento specifico sarà la musica a Venezia nel primo Cinquecento, con particolare rifermento all’Harmonice Musices Odhecaton, ai libri di frottole pubblicati da O. Petrucci e all’Opera nova de balli di F. Bendusi (gli iscritti potranno ricevere anticipatamente materiali relativi al corso). Il corso prevede lezioni individuali e di ensemble su strumenti copie di originali (all’occorrenza alcuni strumenti saranno messi a disposizione dei corsisti). Gli allievi potranno in ogni caso proporre per le loro lezioni individuali brani di propria scelta, anche non attinenti l’argomento principale del corso.

Liuto rinascimentale e Chitarra barocca – docente Federico Marincola
Il corso è aperto sia ai principianti che agli allievi più avanzati. Verranno discussi e approfonditi gli aspetti tecnici e interpretativi del repertorio del liuto rinascimentale e della chitarra barocca. Sono ammessi anche gli studenti di chitarra classica desiderosi di approfondire il repertorio antico sul loro strumento.

Oboe barocco – docente Angela Paletta
Il corso è aperto ad amatori e professionisti che vogliano avvicinarsi al repertorio barocco e classico, sia con lo strumento moderno che con quello dell’epoca. Il programma si incentrerà sulle problematiche esecutive ed interpretative e sulla tecnica di costruzione delle ance. Particolare attenzione verrà data allo studio della respirazione con esercizi mirati di  QiGong. Le lezioni, individuali e collettive, mirano allo studio del repertorio solistico e cameristico del periodo, sia nel repertorio sacro che in quello profano in eventuale collaborazione con le classi di canto e di danza nonchè con quella di teatro. Sarà possibile concordare un repertorio solistico su proposta degli allievi. Alcuni strumenti da studio saranno a disposizione degli studenti che non ne avessero uno; si consiglia comunque, se possibile, di portare il proprio.

Percussioni – docente Federico Occhiodoro
Tecniche e stili esecutivi dei tamburi a cornice e delle percussioni del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente (tamburello italiano, riq, tecnica azera su bodran). Il corso si rivolge ad allievi di tutti i livelli. In dotazione alla classe ci sarà un numero limitato di strumenti; si consiglia pertanto agli allievi di portare i propri.

Trombone rinascimentale e barocco – docente Mauro Morini
Il corso è rivolto sia ai principianti che agli allievi più avanzati che vogliano affrontare o approfondire lo studio e la pratica del trombone seguendo un percorso di carattere storico ed estetico. Il periodo preso in considerazione sarà quello rinascimentale e barocco, senza però escludere ampliamenti e/o collegamenti con altri periodi. Saranno presi in considerazione gli aspetti relativi alla prassi esecutiva, alle problematiche tecniche ed esecutive, all’aderenza storica ed estetica nella conoscenza ed esecuzione del repertorio affrontato, e temi quali l’articolazione e il fraseggio sulla base delle testimonianze ed indicazioni desunte dai trattati dell’epoca. Sono ammessi anche gli studenti di trombone moderno che desiderino approfondire il repertorio antico sul loro strumento.

Laboratorio di Musica d’insieme (gratuito per tutti gli iscritti ai corsi di canto e strumento)
Il laboratorio anche quest’anno vedrà coinvolti gli allievi delle varie classi in un lavoro comune finalizzato alla realizzazione del saggio-spettacolo. Verranno quindi concertati brani vocali e/o strumentali di C. Monteverdi e di altri autori del Seicento. Gli studenti saranno raggruppati in insiemi diversi in considerazione del livello tecnico e delle capacità di lettura di ciascuno.

Accompagnatore al Cembalo – Paolo Tagliapietra

Danza e Qi Gong

Per tutti gli iscritti ai corsi di danza è prevista la partecipazione gratuita al seminario di Qi Gong.

Balli leggiadri, et amorose rime: danze per le nobildonne romane dai trattati di Fabritio Caroso da Sermoneta  – Danze del XVI secolo – docente Claudia Celi
Il corso teorico-pratico è aperto ad allievi di tutti i livelli ed è coordinato con il lavoro delle classi di strumento e di musica d’insieme al fine della realizzazione del saggio-spettacolo. Le lezioni prevedono lo studio tecnico dei passi base e l’apprendimento di ricostruzioni coreografiche da Il Ballarino e Nobiltà di Dame.

Les jours amusants, dances de bal et de ballet – Danze europee dei sec. XVII-XVIII – docente Ilaria Sainato
Il corso è rivolto a danzatori, musicisti e a chiunque abbia interesse a conoscere o approfondire la tecnica della danza barocca. Le lezioni, teorico-pratiche, prevedono riscaldamento e tecnica coreutica di base, studio delle coreografie (ricostruite principalmente dalla notazione Beauchamp–Feuillet), cenni sulla trattatistica coreutica coeva al repertorio studiato. Una parte delle lezioni sarà dedicata ad approfondire questioni riguardanti le fonti, la notazione, il repertorio coreografico. Durante lo studio delle coreografie, particolare attenzione sarà rivolta alla connessione e integrazione musica-danza e alle problematiche legate all’esecuzione della musica per danza. Le coreografie, che saranno scelte dall’insegnante a seconda del livello e alle esigenze dei partecipanti al corso, saranno tratte da i trattati di J. Playford, R.–A. Feuillet, J. Essex, M. Gaudrau, Landrin.

Paris qui danse! Danse de salon – Danze di Società del XIX secolo – docente Paolo Di Segni
Il programma del corso, aperto ad allievi di ogni livello, prevede lo studio della tecnica e dei passi base della danza dell’Ottocento e l’apprendimento di danze dai trattati di E. Giraudet, H. Cellarius, F. Paul.

Seminario di Qi Gong / Arte del respiro – docente Angela Paletta
Il seminario è gratuito per tutti i corsisti. Per maggiori informazioni su questa disciplina leggi qui

I curricula dei docenti sono disponibili sulla pagina web curricula.htm

Regolamento e costi sono disponibili a questo link

Per informazioni: 
tel. & fax: 06–33267447 – cell. 328–3645555 (fino al 26 luglio)
tel.: 320–0557319 (nei giorni del corso)   e-mail: info@teatrodellamemoria.org


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Italian dances of the Quattrocento at Palazzo Grimani

Il Teatro della Memoria - 16 April 2014 - 7:22pm
Early dance and music performance hosted by historical palace in Venice

The ongoing concert series Le musiche dei Grimani organized by Scuola di Musica Antica di Venezia at Palazzo Grimani in Venice – in collaboration with Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare –  will present on Saturday 19 April a rich program of music and dance spanning from late Quattrocento to early Cinquecento (see PDF). The evening will prominently feature the choreographies annotated in their treatises by the dancing masters that were active in central and northern Italy: Domenico da Piacenza and his pupil Giovanni Ambrosio (this was the name adopted by Guglielmo Ebreo da Pesaro after his conversion to Christianity). In order to complete the festive atmosphere, the program will also feature the vocal performance of lively frottolas by the best known authors of this period, such as Bartolomeo Tromboncino, Serafino Aquilano, Nicolò Pifaro.

Ensemble “La Girometta”

  • Elena Ajani – Maria Costantini – Ilaria Sainato, dancers
  • Elena Bertuzzi, soprano
  • Pietro Prosser, lute – Marco Rosa Salva, recorders

Saturday 19 April 2014 – 6.00PM
Palazzo Grimani – Venice – Italy
The price of the show is included in the entrance ticket to Museo di Palazzo Grimani.
Info & bookings: ph. (+39) 041 2411507
Webpage: www.palazzogrimani.org


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A Palazzo Grimani le danze del Rinascimento

Il Teatro della Memoria - 16 April 2014 - 6:47pm
Continua la rassegna della SMAV con lo spettacolo Né altro fu fatto che ballar

Curata dalla Scuola di Musica Antica di Venezia – in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare – la rassegna Le musiche dei Grimani presenta il prossimo sabato 19 aprile un ricco programma di musica e danza a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento (vedi PDF). In primo piano saranno le danze annotate nei loro trattati dai maestri italiani attivi nell’Italia centro-settentrionale: Domenico da Piacenza e il suo allievo Giovanni Ambrosio (è questo il nome assunto da Guglielmo Ebreo da Pesaro dopo la conversione al Cristianesimo). Non mancherà, per completare l’evocazione del clima della festa, l’esecuzione cantata di vivaci frottole degli autori più noti del periodo, quali Bartolomeo Tromboncino, Serafino Aquilano, Nicolò Pifaro.

Ensemble “La Girometta”

  • Elena Ajani – Maria Costantini – Ilaria Sainato, danza
  • Elena Bertuzzi, soprano
  • Pietro Prosser, liuto – Marco Rosa Salva, flauti

Sabato 19 aprile 2014 – ore 18,00
Palazzo Grimani – Venezia
Il prezzo dello spettacolo è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo di Palazzo Grimani.
Informazioni e prenotazioni: Tel. 041 2411507
Pagina web: www.palazzogrimani.org


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Trattazione semiseria sull’ancia doppia

Il Teatro della Memoria - 15 April 2014 - 12:36pm
di Angela Paletta

“Sono due pezzettini di canna, sì, proprio quella del fiume, che legati insieme e lavorati a dovere formano quella che si chiama ancia doppia, che permette agli strumenti come l’oboe e il fagotto di suonare: senza di essa, da questo tipo di strumenti non si ottiene nessun suono.”

…È l’inizio della spiegazione semplice che di solito si dà nella presentazione dello strumento alle classi di una scuola elementare… e di semplice non c’è che questo!

Perchè in realtà ad ogni minimo passaggio – scelta della canna, legatura, lavorazione – essa nasconde insidie a volte insormontabili… testi, trattati antichi e manoscritti non fanno che sottolineare l’importanza dell’imboccatura o, viceversa, glissano amabilmente, nominandola soltanto.

Un disegno esplicativo dell’ancia doppia appare alla Proposition XXXIII nel V Libro Des instrumens à vent della Harmonie universelle di Marin Mersenne (Paris, Sébastien Cramoisy, 1636), dove possiamo leggere che:

L’ancia ρ σ τ mostra la maniera di accomodarla come d’ordinario, dove ρ σ  indica le canne saldamente legate di cui è composta. σ τ  è il tubo di rame su cui vengono legate con filo, cerato o reso umido, affinchè chiuda meglio i lati, così che l’aria che viene soffiata imboccando la parte alta dell’ancia non si disperda; e poi si attorciglia dell’altro filo attorno al tubo  τ  così che possa entrare forzando nel condotto e che l’aria non possa scappare da nessuna parte.

 

Più succinto Pierre Trichet nel suo Traité des instruments de musique (Paris BSG: Ms 1070; ca. 1640), dove si parla di uno strumento anticamente chiamato Tibia Altibuxia che per suonare utilizza un pezzo di canna tagliato e legato su un tubo di rame perfettamente a metà della sua apertura.

…Insomma, si parla di tecnica del colpo di lingua sull’ancia, di come pronunciare varie sillabe per produrre differenti tipi di staccato, ma… nessuna misura, nessuna illustrazione, nessuna spiegazione precisa su come fare per lavorare questo famigerato pezzo di legno palustre!

Eppure caratterizza una intera famiglia di strumenti, è indispensabile ed è tuttora la disperazione di noi tutti che, nel mezzo del cammin di nostra vita ci siamo imbattuti in questa complicazione che ci ha segnato per sempre l’esistenza…

Un primo spiraglio di sole ci proviene da Jean-Pierre Freillon-Poncein che, nel trattato La véritable manière d’apprendre à jouer en perfecion du haut-bois (Paris, Collombat 1700), scrive quanto segue:

[...] prendere la metà della canna di cui l’ancia è fatta con le due labbra e tenerla alla metà con forza chiudendo nella misura in cui sia comodo e poi dare più e più fiato e senza fare alcuna smorfia né agitare nessuna parte del corpo. Dico questo perché spesso inconsape- volmente cadiamo in certe abitudini e contorsioni che rendono quasi impossibile il suonare e ciò rende davvero sgradevole la visione alle persone che ascoltano [...]

Jacques Hotteterre, pochi anni più tardi, aggiungerà la seguente precisazione, nel capitolo che riguarda la spiegazione dell’imboccatura in Principes de la flute traversiere, […] de la Flute a Bec,  […] et du Haut-bois (Amsterdam, Estienne Roger 1728):

[...] che l’imboccatura non sia più di due o tre linee [N.d.R.: la ligne era 1/12 di un pollice; in Francia nel '700 era equivalente a circa 2,3 mm] e che le labbra siano almeno a una linea e mezza di distanza dalla legatura. La bocca sarà messa in modo da poter serrare più o meno a seconda del bisogno e si osserverà con attenzione di non toccar l’ancia coi denti [...]

E François A. de Garsault, cui peraltro si deve un disegno accurato delle ance per oboe e fagotto in uso verso la metà del ’700, aggiunge nel suo Notionaire ou mémorial raisonné (Paris, G. Desprez 1761):

l’oboe è uno strumento a fiato da cui si trae un suono a mezzo di un’ancia nella quale si soffia. [...] Richiede forza per soffiarci dentro ed è abbastanza difficile suonarlo bene: si tiene davanti a voi.

Bene, non è molto, ma quantomeno sono consigli amichevoli e se non altro apprendiamo che l’emissione era tutt’altro che semplice… Bisogna arrivare alla fine del secolo prima che qualcuno dedichi un capitolo specifico alle ance: Amand Van Der Hagen è probabilmente il primo ad occuparsene, nel Méthode nouvelle et raisonnée pour le hautbois (Paris, Boyer ca. 1790). Qui possiamo trovare qualche indicazione supplementare, anche se non definitiva e tantomeno precisa, ma la novità è che viene finalmente considerata come

la parte più delicata e importante dello strumento, perché tutto dipende da una buona ancia, e sono pochi i professori che le sanno fare, a seconda delle loro imboccature, più o meno forti. [...] Per fare una buona ancia, la base è una buona canna che dovrà essere pastosa e fine. La fattura sarà difficilmente spiegabile scrivendo, a causa delle differenze dei vari strumenti sui quali viene utilizzata. Non c’è che la pratica per la buona riuscita, ma l’essenziale è che l’ancia sia scartata ugualmente in entrambe le parti e ben legata sul tubo.

Solo qualche anno dopo, Joseph-François Garnier l’Ainé nel Méthode Raisonnée pour les haut-bois (Paris, Pleyel 1798) dedica ben tre capitoli all’ancia, alla sua costruzione e addirittura alla strumentazione specifica di cui ogni oboista che si rispetti deve essere dotato: la cosa si fa finalmente seria e vale la pena tradurre letteralmente tutta la trattazione.

Capitolo 3: L’ancia

L’ancia è propriamente l’organo dell’oboe: le vibrazioni che vengono impresse all’aria attraverso i polmoni sono la causa del suono così come è conosciuto.

E’composta da due lame bombate di canna che, come due labbra, per la loro caratteristica di flessibilità ed elasticità sono suscettibili della possibilità di avvicinarsi o meno una all’altra.

L’apertura esistente tra di loro lascia passare l’aria e, variando nella forma e in tutte le sue variazioni dona al suono dello strumento tutte le modifiche che l’artista studia, conosce e impara a tal proposito.

Queste due lamine sono fissate su un tubo conico di rame, assieme al quale costituiscono l’intera ancia; il tutto si impianta nella cavità superiore dell’oboe ma non si dovrà forzare più di un certo punto che vi mostrerò.

La canna della quale ci serviremo dovrà provenire dai paesi meridionali: è da qui che proviene la migliore, soprattutto quella cresciuta in una zona ventilata e andrà tagliata nell’autunno, nel periodo che precede le gelate.

Il tubo dovrà essere sano e vivo, della grandezza di un mignolo.

Le due lamine dovranno avere tra di loro una curvatura tale che i punti siano disuniti ai due capi della loro larghezza quando sono montati sul tubo di rame: poiché sono molto sottili e ravvicinate, qualsiasi corpo estraneo potrà modificare la vibrazione, quindi sarà bene controllare l’interno dell’ancia e pulirlo esattamente come avviene per lo strumento, con una leggera passata con la punta di una piuma.

Capitolo 4 : Degli accessori necessari per fare le ance

Gli strumenti che tratteremo sono cinque e li vediamo nell’immagine qui sotto:

  • il primo si chiama sgorbia, è d’acciaio, della lunghezza di un pollice e a forma di falce ricurva per tutta la sua larghezza, che è di pochi centimetri.
    Vista di profilo, la sua curvatura è proporzionata a un pezzo di canna divisa in due nel senso della lunghezza.
    E’ affilata su entrambi i lati della larghezza, viene utilizzato per rimuovere la parte legnosa all’interno delle canne.
  • il secondo è una lama d’acciaio piatto, con le estremità tonde e affilate, serve a grattare e a pulire l’interno della canna.
  • il terzo è un coltello a due lame, dove l’una serve a preparare e a tagliare la canna e l’altra serve a finire l’ancia.
  • il quarto è una lima d’acciaio che serve a pulire e a togliere tutte le asperità dell’ancia.
  • il quinto è un mandrino o un pezzo d’acciaio di forma conica che serve a modellare il rame dell’ancia. Serve anche a tenere l’ancia mentre la si monta e per fissare le due lamine sul tubo di rame con del filo forte e cerato: questo attrezzo previene lo schiacciamento dell’ancia.


Muniti di questi attrezzi, taglieremo il tubo di canna in tre parti uguali , un pezzo di canna della qualità indicata precedentemente e un po’più lungo del mignolo.

Con la sgorbia leveremo la parte legnosa dell’interno di uno di queste tre frazioni e, appena ci si sarà avvicinati alla parte esterna, puliremo col raschietto e metteremo la canna in un bicchiere d’acqua. La ritireremo dopo 8 o 10 minuti e leveremo le asperità che si saranno rese visibili dopo che la parte interna si sarà gonfiata con l’acqua, in modo da far riapparire l’interno concavo ben pulito e preparato.
Leveremo col coltello la parte centrale della superficie che copre l’altro lato in modo da dare una curvatura tale che le lamine che si vengono a formare possano unirsi bene ai bordi una volta ripiegate ugualmente.

Il modello seguente è stato estratto per la lunghezza.

A questo punto le due lamine possono essere applicate una contro l’altra come devono essere allorché debbano essere montate sul tubo di rame, le metteremo in bocca e cercheremo di dar loro la curvatura che avranno e durante questo tempo daremo due o tre volte la cera al filo che useremo, in modo che sia più o meno forte.
L’attaccheremo in seguito per una delle sue estremità a un gancio abbastanza forte per poter ben serrare le due lamine sul cilindro di rame che terremo col mandrino.
Allorquando avremo formato la legatura che dovrà estendersi sui due terzi del tubo conico di rame, faremo in modo che la legatura non faccia assolutamente passare l’aria dai lati.
Potremo a questo punto levare il mandrino e leveremo un po’ di legno alle estremità delle due lamine al fine di poterle tagliare in modo uguale e lasceremo quindi seccare un po’l’ancia prima di finirla.

 Capitolo 5 : Della maniera di provare l’ancia

Prima di adattare l’ancia all’oboe, dopo averla grattata sulla punta in maniera uguale e tagliata, proviamo soltanto se suona con facilità e se imita il grido di un galletto ed in questo caso potremo usarla immediatamente.
Saprete che è troppo premuta nello strumento se il Do centrale è troppo alto o se l’ottava superiore è troppo bassa. per ovviare a questo inconveniente si metterà del filo fine alla base dell’ancia, in modo che non si infili più così tanto.
In caso contrario, se l’ancia non entra bene fino al punto giusto, levare un po’di filo dal basso del tubo.
Se l’ancia non ha corpo lo riconoscerete principalmente suonando il Sol acuto e il Fa basso: in questo caso il suono vacilla e non ha stabilità e si deve tagliare un poco in cima alla punta, al fine di dare un poco più di forza.
L’ancia che ha troppo corpo ed è conseguentemente troppo dura produrrà difficilmente il LAb centrale o la scala discendente dal Do centrale a quello basso: scartate allora alla base dello scarto per dare più flessibilità.

Tutte queste correzioni sono inutili se la canna è di scarsa qualità.
Gli allievi si serviranno all’inizio di un’ancia un po’debole, le loro labbra avranno più facilità a dirigerla.
Un’ancia troppo larga altera la natura del suono dello strumento, che assomiglierà a quello del fagotto.

… Il resto è storia… la nostra personale storia, la discussione quotidiana con il renitente pezzo di canna di fronte a noi, che non vuole sottomettersi alla lama del nostro coltello, che proprio mentre tiriamo un sospiro di sollievo per aver finalmente terminato il lavoro, decide di aprirsi in due lungo quella che avevamo creduto una venatura e che invece era una crepa latente, che decide di cederci un angolo nel momento in cui la rifiniamo con grande amore, magari proprio immediatamente prima di un concerto importante!

E, come diceva il grande Ingo Goritzki, un’ancia è paragonabile a una persona: quando è definitivamente defunta, per quanto mediocre fosse stata, nei nostri ricordi sarà sempre la migliore…

 


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Ciao, Emma!

Il Teatro della Memoria - 14 April 2014 - 10:55am

Il Teatro della Memoria si associa al dolore di parenti, amici e allievi della professoressa Castelnuovo

Riportiamo qui di seguito il comunicato diffuso ieri 13 aprile 2014 dalla Casa Laboratorio di Cenci:

Questa mattina Emma Castelnuovo è morta nel sonno, prima di svegliarsi.

Vogliamo ricordarla insieme a tutte le amiche e gli amici che hanno condiviso con lei la passione per una matematica viva, capace di attivare l’intelligenza di bambini e ragazzi.

Nei suoi meravigliosi cento anni Emma ci ha insegnato tanto sull’educazione alla libertà di pensiero. Cercheremo tutti i modi possibili di mantenere vivo il suo insegnamento, con infinita gratitudine per tutto ciò che ci ha insegnato e che ci lascia.

Franco, Roberta e tutta la casa-laboratorio di Cenci

 


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“Victoria Passionis Christi” al Gonfalone

Il Teatro della Memoria - 14 April 2014 - 10:06am
L’ensemble Concerto Romano in un programma di composizioni sacre e spirituali


Creata nel XIII secolo con scopi assistenziali, l’Arciconfraternita del Gonfalone (con sede inizialmente a S. Maria Maggiore, poi all’Aracoeli e infine all’Oratorio di S. Lucia a via Giulia) assunse nei secoli successivi un importante ruolo nel promuovere e organizzare sacre rappresentazioni. La più spettacolare di queste era la Passione, che veniva realizzata all’interno del Colosseo con sfarzosi apparati scenografici che illustravano i luoghi deputati; messa in scena molte volte in occasione del Venerdì e Sabato Santo, nel 1539 ne fu decretata l’abolizione da parte del Papa Paolo III a causa dei disordini che spesso avvenivano per il grande afflusso di pubblico.

Muovendosi nel solco di questa gloriosa tradizione, l’Oratorio ospiterà il prossimo mercoledì 16 aprile l’ensemble Concerto Romano in un concerto intitolato Victoria Passionis Christi il cui programma comprende composizioni sacre e spirituali – originariamente commissionate per Oratorio del Ss.mo Crocefisso presso S. Marcello al Corso – di Virgilio Mazzocchi (1597 – 1646), Domenico Mazzocchi (1592-1665) e Francesco Foggia (1604-1688). Gli esecutori saranno: Francesca Aspromonte, Claudia Conese, Sonia Tedla, Silvia Vajente, Arianna Vendittelli (soprani), Carla Nahadi Babelegoto (mezzosoprano), Andrés Montilla-Acurero (alto), Riccardo Pisani, Luca Cervoni (tenori), Gabriele Lombardi, Giacomo Farioli (bassi), Mauro Massa, Andrea Vassalle (violini), Marco Ceccato (violoncello), Giovanni Battista Graziadio (fagotto) Matteo Coticoni (contrabbasso), Francesco Tomasi e Luca Marconato (tiorba, liuto), Andrea Buccarella (organo), Alessandro Quarta (direzione e concertazione).

Mercoledì 16 aprile 2014 – ore 21.00 Oratorio del Gonfalone – via del Gonfalone 32/A – Roma
tel. & fax: 06.6875952 (lun.-ven.ore 9:30-17)
info@oratoriogonfalone.com – www.oratoriogonfalone.com

In occasione dei concerti della stagione saranno disponibili biglietti scontati (a €15 invece che €20) per gli iscritti al Blog e alla Pagina Facebook de Il Teatro della Memoria. Per ricevere il coupon da presentare al botteghino potete scriverci a questo indirizzo: info@teatrodellamemoria.org.


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Humor Bizzarro 2014 – Regolamento e costi

Il Teatro della Memoria - 12 April 2014 - 9:42am
CORSI – CONCERTI – LABORATORI XIII edizione - Roma, 27 luglio – 3 agosto 2014

Canto rinascimentale e barocco: Rosanna Rossoni
Danze italiane del XVI secolo: Claudia Celi
Danze europee dei secoli XVII-XVIII: Ilaria Sainato
Danze di società del XIX secolo: Paolo Di Segni
Flauto dolce: Marco Rosa Salva
Liuto rinascimentale e Chitarra barocca: Federico Marincola
Oboe barocco: Angela Paletta
Percussioni: Federico Occhiodoro
Trombone rinascimentale e barocco: Mauro Morini
Accompagnatore al Cembalo: Paolo Tagliapietra

Laboratorio di Musica d’insieme
Seminario di Qi Gong

Regolamento

I corsisti sono assicurati contro gli infortuni durante le lezioni e i saggi con un massimale di €50.000.

I corsi sono a numero chiuso, così determinato:

  • corsi di canto o strumento – massimo 10 iscritti
  • corsi di Danza – massimo 16 iscritti

Gli iscritti saranno ammessi sulla base dell’ordine di arrivo delle schede di iscrizione; i non ammessi saranno tempestivamente informati e, qualora non desiderino iscriversi a un altro corso, l’anticipo versato sarà rimborsato. Prima dell’iscrizione un importo pari alla somma della quota di iscrizione più il 50% delle rette dei corsi scelti dovrà essere versato mediante bonifico bancario sul conto 10114.65 presso Monte dei Paschi di Siena fil. 8686 (coordinate europee IBAN IT72S 01030 03293 000001011465 – BIC: PASCITM1C06), intestato a: Il Teatro della Memoria, oppure mediante vaglia postale a: Il Teatro della Memoria – c/o A. Toschi – via Gradoli, 56 – 00189 Roma. In caso di rinuncia per qualunque motivo comunicata alla direzione dopo il 30 giugno 2014 l’anticipo già versato non sarà restituito. In caso di rinuncia comunicata prima di tale data, sarà restituita una somma pari all’anticipo versato meno €50,00.

La scheda di iscrizione accompagnata da una fotocopia della ricevuta di versamento dell’anticipo dovrà pervenire entro il giorno 28 giugno 2014

  • per posta a: Il Teatro della Memoria – c/o A. Toschi – via Gradoli, 56 – 00189 Roma
  • per fax al n. 06–33267447
  • per e–mail a: info@teatrodellamemoria.org

Il saldo dovrà essere versato prima dell’inizio dei corsi.

La Direzione si riserva di apportare modifiche al programma. I corsi che non raggiungeranno il numero minimo di iscrizioni non saranno attivati; in questo caso la Direzione avviserà tempestivamente gli iscritti e, qualora essi non desiderino iscriversi a un altro corso, rimborserà interamente l’anticipo versato. L’accoglienza degli iscritti avverrà il 27 luglio dalle 16 alle 19 presso la sede dei corsi in Piazza Giustiniani 4/a.

Quote

Iscrizione e assicurazione

  • con pagamento dell’anticipo entro il 28/6/14 €60,00
  • con pagamento dell’anticipo dopo il 28/6/14 €120,00

Per gli iscritti a scuole e associazioni convenzionate e per chi frequenta più di un corso: riduzione di €45,00.

Rette di frequenza

Corsi principali:

  • Canto o Strumento (inclusivo di Laboratorio di Musica d’insieme): €270,00
  • Danza (durata 10 ore e mezza): €130,00

Corsi complementari:

  • Sei lezioni individuali da 30 minuti di Canto o Strumento: €180,00
  • Musica d’insieme (per chi non è iscritto a Canto o Strumento): €80,00

Il Seminario di Qi Gong è gratuito per tutti gli iscritti.

Sede dei corsi – Esercizi convenzionati

I corsi si terranno presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio nella sede di Piazza Giustiniani 4/a. I corsisti potranno usufruire di sconti presso ristoranti, alberghi e Bed&Breakfast convenzionati. L’elenco degli esercizi convenzionati sarà inviato per e–mail o per posta prioritaria a tutti quelli che ne faranno richiesta.

info: tel. e fax 06-33267447 – cell. 328-3645555
e-mail
: info@teatrodellamemoria.org

I curricula dei docenti sono disponibili sulla pagina web curricula

I programmi sono presto disponibili a questo link


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Con Walter Matteini si conclude “Danza con noi! Nostos”

Il Teatro della Memoria - 11 April 2014 - 11:27pm
Sabato 12 aprile la coreografia Sottovoce eseguita dagli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza


Riportiamo qui di seguito il comunicato ufficiale:

L’Accademia Nazionale di Danza è lieta di presentare
Walter Matteini e Sottovoce
Workshop con gli studenti del III Triennio contemporaneo B

Per l’ultimo appuntamento del Festival ‘Danza con noi’ Nostos, sabato 12 aprile l’Accademia Nazionale di Danza ospita il danzatore e coreografo Walter Matteini. L’ex allievo dell’AND, presentato da Clarissa Mucci, docente di Tecnica accademica, ripercorre la sua carriera attraverso immagini e brani video; al termine della serata gli studenti del III Triennio contemporaneo B delle prof. Anastasio  e Marignetti, danzeranno Sottovoce, una coreografia dello stesso Matteini.

Come spiega il coreografo, Sottovoce, essendo stata creata per una compagnia di giovani danzatori che si preparano al professionismo – l’Arts Umbrella Dance Company di Vancouver – nel 2013, presenta diverse difficoltà, da quelle tecniche a quelle interpretative, con una struttura musicale precisa all’interno della quale i ragazzi si alternano in sezioni di gruppo, soli, e passi a due. «Il ritmo lavorativo è stato volutamente serrato. Il mio intento è stato quello di dare ai ragazzi un quadro quanto più veritiero del mondo lavorativo nei modi e nei tempi. Questo al fine di renderli consapevoli delle proprie carenze sulle quali lavorare per diventare artisti migliori».

Walter Matteini si è diplomato a pieni voti all’Accademia Nazionale di Danza ed è subito entrato a far parte del corpo di ballo del Balletto di Roma. Ha poi danzato in diverse compagnie di grande prestigio, tra cui Le Ballet National de Marseille Roland Petit, Les Ballets de Monte-Carlo, l’Opera National de Lyon e l’Aterballetto.

Ha lavorato con alcuni dei coreografi più importanti della scena internazionale e interpretato lavori di autori quali Birgit Cullberg, Mats Ek, Jiří Kylián, William Forsythe, Nacho Duato, Ohad Naharin, Claude Brumachon, John Neumeier, John Alleyne, George Balanchine, Michel Fokine, Lionel Hoche, Andonis Foniadakis, Jo Kanamori, Maguy Marin, Bill T. Jones, Jacopo Godani, Fabrizio Monteverde, Abbondanza-Bertoni, Angelin Preljocaj, Roland Petit, Jean-C. Maillot, Uwe Scholz, Frédéric Flamand, Meryl Tankard e altri ancora.

Il suo interesse si è poi focalizzato sulla coreografia, realizzando composizioni sia per le stesse compagnie in cui ha danzato, sia per il Ballet BC Vancouver, il Ballet Regensburg, l’Arts Umbrella Dance Company Vancouver, il Balletto Contemporaneo di Cuba, la Company E. Washington, il Nuovo Balletto di Spoleto.

Per l’étoile Giuseppe Picone, anch’egli ex allievo dell’AND, ha creato Bolero, Adagetto e Solo…, per il Leuciana Festival di Caserta.

Nel gennaio 2009 insieme a Ina Broeckx fonda la Imperfect Dancers Company.

Nel dicembre 2009 riceve il Premio Anita Bucchi per “Luce Bianca” quale migliore creazione della stagione.

A Danza con noi collaborano Francesca Falcone, docente di Teoria della danza (ideazione e organizzazione), Natalia Gozzano, docente di Storia dell’arte (comunicati stampa e programmi); Supporto tecnico: responsabile Marco Melia, coordinamento Luca Braccia e Marica Zannettino.

Sabato 12 aprile, ore 18.00 - Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Teatro Ruskaja – Accademia Nazionale di Danza, Largo Arrigo VII, 5.
Per informazioni: Sig.ra Sidoti 06 5717621

Per tutti gli appuntamenti di Nostos: viaggio di ritorno che ha per protagonisti ex-allievi dell’Accademia Nazionale di Danza vedi il precedente post


Categories: Dance

I “Promessi Sposi” con le Marionette dei Colla

Il Teatro della Memoria - 7 April 2014 - 3:54pm
Al Teatro Vittoria di Roma la storica compagnia milanese rilegge il soggetto di Manzoni con le musiche di Ponchielli eseguite dal vivo

Non capita spesso che la Compagnia Carlo Colla & Figli – attiva fin dal 1835, prima come compagnia itinerante e poi con sede stabile a Milano – presenti i suoi spettacoli a Roma. Lodevole quindi la scelta del Teatro Vittoria di ospitare un suo titolo in repertorio dal 1927, data in cui fu messo in scena da Carlo II Colla (i documenti della compagnia attestano di una versione precedente negli ultimi decenni dell’Ottocento). La nuova edizione, a cura di Eugenio Monti Colla, rivisita il testo di Carlo II Colla mantenendone le spettacolari scene di massa – l’assalto ai forni, la calata dei Lanzichenecchi, il Lazzaretto – e interpolandovi brani tratti dall’omonima opera di Amilcare Ponchielli, andata in scena la prima volta a Cremona nel 1856 e successivamente, con libretto rimaneggiato da Emilio Praga, a Milano nel 1872 al Teatro Dal Verme. Come è consueto nelle rappresentazioni dei Colla, le musiche dal vivo sono affidate ad un ensemble di sei strumentisti e da quattro cantanti.

Dal 1 al 13 aprile 2014 – Teatro Vittoria
Roma, Piazza S. Maria Liberatrice 10
Tel. 06-5781960

Orari:
Martedì 8 – 21:00
Mercoledì 9 – 17:00
Giovedì 10, Venerdì 11, Sabato 12 – 21:00
Domenica 13 – 17:30

Biglietti: Platea €27 – Galleria € 21 (più diritti di prevendita €3)
per ogni rappresentazione saranno disponibili 100 biglietti a €14

 


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L’arte del flauto barocco

Il Teatro della Memoria - 5 April 2014 - 12:45pm
Tabachin, Ledda e Smarandescu in un programma di sonate a tre al Teatro dell’Ascolto 

Adolph Menzel, Concerto per flauto a Sanssouci
Federico II suona il flauto, Carl Philipp Emanuel Bach lo accompagna al clavicembalo

Suonato da acclamati virtuosi ma praticato anche da nobili dilettanti (fra i quali il più celebre fu probabilmente il Re di Prussia Federico II), il flauto traversiere – perfezionato in Francia dalla famiglia Hotteterre – conobbe nel corso del Settecento un crescente successo che lo portò a soppiantare quasi del tutto il flauto dolce sia in orchestra che nella musica da camera. Il concerto del prossimo 11 aprile presenterà, con il titolo  …triosonata barocca…,  varie composizioni tratte dalla vasta letteratura pubblicata al tempo per due flauti con accompagnamento di Basso continuo: la XII Récréation de Musique op.VIII di Jean-Marie Leclair, la Trio Sonata in la minore di Johann Joachim Quantz e la Trio Sonata in Sol Maggiore BWV 1039 di Johann Sebastian Bach. Alcuni preludi per cembalo da L’Art de toucher le clavecin di François Couperin faranno da contrappunto alle sonate flautistiche. Sul palco del Teatro dell’Ascolto di Roma due specialisti nell’esecuzione del repertorio barocco sul flauto dell’epoca dotato di una sola chiave, Pierluigi Tabachin e Giusi Ledda, accompagnati al clavicembalo da Cipriana Smarandescu.

11 aprile 2014 – ore 21,00
Teatro dell’Ascolto – via Veientana 3 – 00189 Roma
info: 06.332.51.656

Per questo concerto saranno disponibili biglietti scontati (5€ invece di  8€) per gli iscritti al Blog e alla Pagina Facebook de Il Teatro della Memoria. Per ricevere il coupon da presentare al botteghino potete scriverci a questo indirizzo: info@teatrodellamemoria.org.


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Traiettorie esperienziali con Susanna Recchia

Il Teatro della Memoria - 2 April 2014 - 11:38am
Sabato 5 aprile la performance degli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza al termine del workshop Dalla sensazione alla forma


Riportiamo qui di seguito il comunicato ufficiale:

L’Accademia Nazionale di Danza  è lieta di presentare
Susanna Recchia: dalla sensazione alla forma.
Workshop con gli studenti del II Triennio contemporaneo B

Sabato 5 aprile il Festival ‘Danza con noi’ dell’Accademia Nazionale di Danza ospita la danzatrice e insegnante Susanna Recchia, la cui attività viene presentata dal M° Morena Malaguti. Al termine della serata gli studenti del II Triennio contemporaneo B dei prof. Caponera e Verga, creeranno una performance basata sul lavoro che, nel corso della settimana, hanno svolto con la docente.

L’ex allieva dell’AND Recchia offre un tipo di approccio alla danza e al movimento che stimola la curiosità e l’esplorazione. Attraverso l’Anatomia Esperienziale e la Tecnica Release, con cui disegnare il paesaggio anatomico interno del corpo, e l’Improvvisazione e la Composizione Istantanea, con cui appropriarsi del mondo esterno con particolare attenzione alla forma, gli studenti sono invitati a trovare il proprio percorso sensoriale e di movimento. Il lavoro coreografico è basato sulla relazione tra la sensazione e la forma, tra la funzionalità del movimento e l’estetica che esso crea. «Dallo spazio interno del corpo – spiega Recchia – osserveremo come il corpo si relaziona nello spazio e cosa può essere creato a livello astratto e narrativo quando si entra in relazione con l’altro». Il senso del tempo e il concetto di tempismo sono inoltre indagati come fonti principali di ispirazione per creare insieme con gli allievi un lavoro dinamico e consapevole.

Dopo il diploma presso l’AND, Susanna Recchia ha sviluppato il proprio percorso professionale di danzatrice e insegnante sia in Italia che all’estero, stabilendosi a Londra. Qui ha conseguito la laurea in Studi di Danza presso il Trinity Laban e ha vinto il premio Marion North come miglior performer. I suoi studi si concentrano principalmente sulla danza contemporanea (Tecnica Release) e sull’Improvvisazione; ha inoltre approfondito lo studio della Danza-Movimento Terapia presso la Goldsmiths University, dell’Anatomia e Fisiologia al Tower Hamlets College e si è diplomata come insegnante di Yoga presso il Life Centre di Londra. Completa il Master in Danza e Benessere Somatico presso la University of Central Lancashire.

A Danza con noi collaborano Francesca Falcone, docente di Teoria della danza (ideazione e organizzazione), Natalia Gozzano, docente di Storia dell’arte (comunicati stampa e programmi); Supporto tecnico: responsabile Marco Melia, coordinamento Luca Braccia e Marica Zannettino.

Sabato 5 aprile 2014, ore 18.00 - Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Teatro Ruskaja – Accademia Nazionale di Danza, Largo Arrigo VII, 5.
Per informazioni: Sig.ra Sidoti 06 5717621

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Percorsi Bachiani con Giovanni Di Palma

Il Teatro della Memoria - 27 March 2014 - 8:42pm
Sabato 29 gli studenti dell’AND in un frammento da Suite Suite Suite di Marco Goecke

Riportiamo qui di seguito il comunicato ufficiale:

L’Accademia Nazionale di Danza è lieta di presentare

Giovanni Di Palma e la Suite Suite Suite di Marco Goecke Workshop con gli studenti del II Triennio contemporaneo

Sabato 29 marzo il Festival ‘Danza con noi’ dell’ Accademia Nazionale di Danza ospita il danzatore, insegnate e coreografo Giovanni Di Palma, che dialogherà con Silvia Obino, docente di tecnica accademica, sulla sua attività. Al termine della serata gli studenti del II Trennio contemporaneo delle prof. Stefania Brugnolini e Cristina Caponera danzeranno un frammento dalla coreografia Suite, Suite, Suite di Marco Goecke, ispirata alla vita di Johann Sebastian Bach. Il workshop condotto nel corso della settimana in AND è concepito da Di Palma «come un lavoro non solo di apprendimento di una coreografia contemporanea già eseguita da molte compagnie internazionali» ma anche come un’occasione per dare agli studenti «la possibilità di conoscere e sperimentare un nuovo linguaggio. Marco Goecke è uno tra i coreografi più importanti e a mio avviso anche più interessanti che si possano incontrare nell’ambito della danza contemporanea. A volte al limite del grottesco il suo stile dà la possibilità al ballerino di ricercare altre sfaccettature della bellezza». Terminati gli studi presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, Giovanni Di Palma ha iniziato la sua brillante carriera di ballerino al Théâtre de l’Opéra de Nice nel 1995 e successivamente al Dresden Semperoper per poi entrare a far parte, e nel 2000, del Balletto di Lipsia diretto da Uwe Scholz che dopo soli sei mesi lo promuove primo ballerino. Per le sue straordinarie doti che lo portano a brillare sia nel repertorio classico che moderno, nel 2001 la rivista Ballettanz International lo riconosce come “nuovo talento della danza contemporanea” e nel 2006 lo nomina come “interprete eccezionale” dopo la prima del Pierrot Lunaire di G. Tetley. Fra i numerosi premi ricevuti sono il prestigioso “Leonide Massine” per l’arte della danza a Positano, quello de “Les étoiles du Ballet 2000″ e nel 2009 il premio “Anita Bucchi” per il Lago dei Cigni di Giorgio Madia. Dal 2009 si concentra sul lavoro di maestro di ballo e coreografo, invitato dalle maggiori compagnie internazionali, e dal 2013 è maestro di ballo e assistente alla coreografia della Companhia de Dança di Sao Paulo.

A Danza con noi collaborano Francesca Falcone, docente di Teoria della danza (ideazione e organizzazione), Natalia Gozzano, docente di Storia dell’arte (comunicati stampa e programmi); Supporto tecnico: responsabile Marco Melia, coordinamento Luca Braccia e Marica Zannettino.

Sabato 29 marzo 2014, ore 18.00 - Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Teatro Ruskaja – Accademia Nazionale di Danza, Largo Arrigo VII, 5. Per informazioni: Sig.ra Sidoti 06 5717621

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¡Ensaladas y pimientos! La musica nella Spagna di Carlo V

Il Teatro della Memoria - 26 March 2014 - 10:26pm
Alla Chiesa Valdese di Roma un concerto di musiche del Siglo de Oro

Organizzato dalla Associazione Musicale Florilegium Musicae e dalla Comunità Valdese di Roma per celebrare i 100 anni dalla edificazione della Chiesa Valdese di Piazza Cavour – uno spazio che ha ospitato negli anni innumerevoli concerti di musica antica – il concerto che avrà luogo la sera di domenica 30 marzo 2014 presenta una ampia scelta di Ensaladas, le tipiche composizioni del Rinascimento spagnolo caratterizzate dalla mescolanza di stili e linguaggi diversi. I compositori che figurano nel programma(vedi PDF) – Mateo Flecha el Viejo, Francisco de la Torre, Antonio de Cabezon, Diego Ortiz, Antonio Valente, Pedro Escobar – furono tutti attivi fra la fine del Quattrocento e il pieno Cinquecento; l’unico brano anonimo è tratto dalla collezione Martin y Col redatta nel primo Settecento, ma è sicuramente molto anteriore.

Protagonisti della serata saranno il Gruppo vocale e strumentale Florilegium Musicae e il Trio Dolce che uniranno le forze per realizzare un ricco e variato ensemble vocale e strumentale.

  • Soprani Stella Amato, Roberta Capasso, Carla Coccia, Cristina Rovere, Caterina Vinci
  • Alti Francesca Giancotti, Giulia Manili, Maria Grazia Santi
  • Tenori Edoardo Boccoli, Marco Di Castro, Matteo Giovannetti, Fabrizio Grosso, Danilo Vitali
  • Bassi Stefano Canitano, Fabio Felici, Massimo Pentiricci
  • Alto solo Rosanna Rossoni
  • Tenore solo Edoardo Boccoli
  • Viole da gamba/bombarde Sabine Cassola, Stefania Grillo
  • Tromboni rinascimentali Ulrike Voss, Erik Cassola
  • Flauti dritti Francesca Candelini, Paola Giuffrè, Pierluigi Morelli
  • Chitarra barocca/Vihuela de mano Luca Marrucci
  • Clavicembalo Massimiliano Faraci
  • Percussioni/viola da gamba e direzione Remo Guerrini

Chiesa Valdese Piazza Cavour-ingresso libero
Domenica 30 marzo 2014 – ore 20.30


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In concerto a Roma l’oboe barocco di Alfredo Bernardini

Il Teatro della Memoria - 26 March 2014 - 12:56am
Al Gonfalone l’ensemble “Europa barocca” in un recital dedicato al repertorio virtuosistico del Settecento

Torna per una sera nella città eterna, dopo i successi ottenuti a livello internazionale, l’oboista romano Alfredo Bernardini, per presentare un raffinato programma dedicato alle sonate solistiche del Settecento nello stile italiano. La serata prevede brani di rara esecuzione di Giuseppe Sammartini, Alessandro Scarlatti, Domenico Scarlatti, Giovanni Benedetto Platti, Carl Philipp Emanuel Bach, Jean Philippe Rameau e Johann Gottlieb Naumann eseguiti all’oboe barocco con l’accompagnamento degli altri componenti dell’ensemble Europa barocca, Lucia Swarts al violoncello e Siebe Henstra al clavicembalo.

Giovedì 27 Marzo 2014 – ore 21.00 Oratorio del Gonfalone – via del Gonfalone 32/A – Roma
tel. & fax: 06.6875952 (lun.-ven.ore 9:30-17)
info@oratoriogonfalone.com – www.oratoriogonfalone.com

In occasione dei concerti della stagione saranno disponibili biglietti scontati (a €15 invece che €20) per gli iscritti al Blog e alla Pagina Facebook de Il Teatro della Memoria. Per ricevere il coupon da presentare al botteghino potete scriverci a questo indirizzo: info@teatrodellamemoria.org.


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A “Nostos” scrittura corporea estemporanea con Rossana Damiani

Il Teatro della Memoria - 21 March 2014 - 10:36am
Sabato 22 scomposizioni e improvvisazioni del corpo/mente con gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza

Riportiamo qui di seguito il comunicato ufficiale:

L’Accademia Nazionale di Danza è lieta di presentare
Rossana Damiani e la Scrittura corporea estemporanea
Workshop con gli studenti del III Triennio contemporaneo A

Il prossimo appuntamento del Festival ‘Danza con noi! Nostos’, sabato 22 marzo, vede il ritorno in Accademia Nazionale di Danza dell’ex allieva Rossana Damiani, coreografa, danzatrice e insegnante. Durante la serata, Damiani dialogherà con il Maestro Joseph Fontano, docente di Tecnica contemporanea, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera. Al termine dell’incontro, gli studenti del III Triennio contemporaneo A delle prof. Corinna Anastasio e Carla Marignetti interpreteranno Scrittura corporea estemporanea, frutto del lavoro svolto nel workshop condotto dalla coreografa.

La proposta didattica e coreografica di Rossana Damiani è ben espressa dalle sue parole: «Partendo dalla scomposizione del corpo in parti, considerate ora come articolazioni, ora come superfici o segmenti, ne verrà indagato il movimento per sviluppare la capacità di cogliere l’attimo in cui, come scintille, le idee nascono dal corpo/mente in una pratica improvvisativa fatta di sistemi, regole e schemi che non permettono il compiacimento dell’interprete».

Rossana Damiani si è diplomata insegnante di danza e laureata con lode al Biennio Specialistico in Composizione presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Alla formazione classica ha aggiunto lo studio di diverse tecniche contemporanee e il lavoro in varie compagnie di danza di ricerca. Ha lavorato a lungo in Belgio, sviluppando una ricerca coreografica particolarmente sensibile agli aspetti visivi. Nel 2005 ha vinto il Premio delle Arti per l’interpretazione (MIUR) e, nel 2009, il suo solo Fiora, ispirato ai dipinti di Frida Khalo, è premiato al “MarteLive 2009″. Continuando a occuparsi di ricerca e didattica, fonda e dirige il C.S.D.M, Centro Studi Danza e Movimento a Gallese in provincia di Viterbo.

A Danza con noi collaborano Francesca Falcone, docente di Teoria della danza (ideazione e organizzazione), Natalia Gozzano, docente di Storia dell’arte (comunicati stampa e programmi); Supporto tecnico: responsabile Marco Melia, coordinamento Luca Braccia e Marica Zannettino.

Sabato 15 marzo 2014, ore 18.00 - Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Teatro Ruskaja – Accademia Nazionale di Danza, Largo Arrigo VII, 5.
Per informazioni: Sig.ra Sidoti 06 5717621

Per tutti gli appuntamenti di Nostos: viaggio di ritorno che ha per protagonisti ex-allievi dell’Accademia Nazionale di Danza vedi il precedente post


Categories: Dance

Tre decenni di glamour a tempo di danza

Il Teatro della Memoria - 20 March 2014 - 9:42pm
Un défilé con la collezione Kathy Benliyan e le coreografie di Fiorella Martini Il prossimo 30 marzo, presentato dalla F.D.M. Art and Movement School di Collefiorito di Guidonia, un appuntamento con la moda dei decenni 1920, 1930 e 1940, rivisitata attraverso la collezione privata di Kathy Benliyan che intratterrà il pubblico commentando  i mutamenti nello stile resi immortali dalle dive del cinema, icone di femminilità ed eleganza. Una sfilata costellata di musiche dell’epoca scelte da Andrea Toschi e di numeri di danza coreografati da Fiorella Martini ed eseguiti dalle allieve della F.D.M. Art and Movement School, con la partecipazione di Annalisa Bianco, Claudia Celi, Fiorella Martini, Monica Ticulescu, Eleonora Zepponi.

Domenica 30 marzo 2014 – ore 17,00 - F.D.M. Art and Movement School
via Rosata 3b – Centro Commerciale - Collefiorito di Guidonia (RM)
Info: tel. 0774/342048 – 338/5089555

Guarda il promo dell’evento:


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Early Music & Dance Summer Workshop “L’Humor Bizzarro” – Courses and teachers of the 2014 edition

Il Teatro della Memoria - 20 March 2014 - 6:46pm

Courses, concerts and workshops
Organized by: Il Teatro della Memoria
13th edition – Rome (Italy) July 27th – August 3rd, 2014
Location: Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Renaissance Dancing: Claudia Celi
17th and 18th Century European Dances: Ilaria Sainato
19th Century Social Dances: Paolo Di Segni
Baroque Oboe: Angela Paletta
Percussion: Federico Occhiodoro
Recorder: Marco Rosa Salva
Renaissance Lute and Baroque Guitar: Federico Marincola
Renaissance and Baroque Singing: Rosanna Rossoni
Renaissance and Baroque Trombone: Mauro Morini
Harpsichord accompaniment: Paolo Tagliapietra

Ensemble Music workshop
Qi Gong Seminar

Special rates for our students are available at several restaurants, hotels and Bed&Breakfast. E-mail us for a list. Programs and rates will soon be published on this blog. Feel free to contact us for any question you have.

Contact info

via Gradoli, 56 – 00189 Roma – Italy
e-mail: info@teatrodellamemoria.org
phone/fax : (+39) 06 3326 7447
mobile:

  • up to July 26 (+39) 328 364 5555
  • July 27-August 3: (+39) 320 055 7319

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Seminario sui fagotti storici ad Adria

Il Teatro della Memoria - 20 March 2014 - 2:20pm
Al Conservatorio “Antonio Buzzolla” una masterclass intensiva di tre giorni con Paolo Tognon

Rivolto a suonatori di strumenti a fiato, il seminario di Paolo Tognon presso il Conservatorio di Adria presenterà nei giorni 10-12 aprile 2014 un excursus sull’evoluzione del fagotto fra il XVI e il XIX secolo. Il programma dell’incontro (vedi PDF) prevede una conferenza con sussidi audiovisivi e successivamente varie sessioni in cui strumenti storici e copie verranno utilizzati nella pratica esecutiva. Per i fagottisti studenti o laureati che interverranno  è prevista la possibilità di collaborare attivamente sia con lo strumento moderno che in quello antico.

Informazioni e iscrizioni:
Conservatorio di Musica “Antonio Buzzolla” - Viale Maddalena 2 – 45011 Adria (RO)
Tel: (+39) 0426/21686 – fax (+39) 0426/41616 - e-mail: produzione@conservatorioadria.it
Pagina web: www.conservatoriobuzzolla.it

Docente referente del progetto: M° Dante Bernardi
e-mail: dantebernardi@libero.it - cell. 335-5456437


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Sicilian “Opera dei Pupi” performed in Rome

Il Teatro della Memoria - 19 March 2014 - 6:57pm
National Folk Traditions Museum hosts a show by master puppeteer Vincenzo Mancuso

In Rome, from 20 to 22 March, in the Salone d’Onore of Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari in collaboration with Museo internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo, a unique performance of Opera dei Pupi (the traditional Sicilian puppet show) will be staged, the play Duello di Orlando e Rinaldo per amore di Angelica with master puppeteer Vincenzo Mancuso, heir to the tradition of one of the foremost families of pupari in Palermo.

During the days of the performance it will still be possible to visit in the Sala Dossier the exhibition I Cavalieri della Memoria, retracing the Sicilian chivalric tradidions, such as Opera dei Pupi, as well as other customs  – ritual or festive –  that take inspiration from ancient epic ballads or from the Breton or Carolingian cycles.

Show times:
Thursday 20 March – 7.30PM
Friday 21 March – 11.30AM and 9.00PM
Saturday 22 March – 11.30AM and 6.30PM

Tickets: reduced € 3 (up to 14 years); full € 5

Info & bookings: ic-d.eventi@beniculturali.it
Telephone: (+39) 06-5910709 / 06-5926148 / 06-5917745

MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI E TRADIZIONI POPOLARI
Piazza Guglielmo Marconi 8 – 00144 Roma EUR – Italy


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Bach per Violoncello solo

Il Teatro della Memoria - 19 March 2014 - 12:36am
Al Gonfalone le Suites con Giordano Antonelli

Quasi dimenticate per molti anni e riscoperte dal pubblico grazie a Pablo Casals che iniziò a proporle nei suoi concerti durante il secolo scorso, le Suites à Violoncello solo senza Basso di Johann Sebastian Bach sono diventate una componente essenziale del repertorio violoncellistico. In esse il compositore raccoglie in una sintesi mirabile le esperienze che avevano portato durante il secolo XVII lo strumento, grazie soprattutto a virtuosi italiani, a conquistare lo status di solista e iniziare a soppiantare in questo ruolo la viola da gamba.


Il concerto del prossimo giovedì 20 marzo sarà un’occasione per il pubblico romano di ascoltare Giordano Antonelli, uno specialista delle tecniche esecutive della musica antica, in un recital intitolato Köthen 1720: Je, Seul, Bach! che presenta tre delle sei suites (la n. 1 in sol maggiore, BWV 1007, la n. 4 in mi bemolle maggiore, BWV 1010 e la n. 5 in do minore, BWV 1011) non nella sonorità aggressiva del violoncello moderno ma in quella più raffinata ed intensa dello strumento barocco.

Oratorio del Gonfalone – via del Gonfalone 32/A – Roma
tel. & fax: 06.6875952 (lun.-ven.ore 9:30-17)
info@oratoriogonfalone.com – www.oratoriogonfalone.com

In occasione dei concerti della stagione saranno disponibili biglietti scontati (a €15 invece che €20) per gli iscritti al Blog e alla Pagina Facebook de Il Teatro della Memoria. Per ricevere il coupon da presentare al botteghino potete scriverci a questo indirizzo: info@teatrodellamemoria.org.


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